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Il diritto di abitazione del partner superstite in caso di decesso del convivent…

Il diritto di abitazione del partner superstite in caso di decesso del convivente!

In una convivenza more uxorio, in caso di decesso del convivente, un punto problematico è il bilanciamento dell’interesse del convivente con quello degli eredi destinatari dell’immobile (casa familiare).

L’art. 1, comma 42 e 44, della Legge n. 76 del 2016 introduce a favore del convivente un diritto di abitazione simile a quello previsto per il coniuge ai sensi dell’art. 540 c.c. Il suddetto diritto di abitazione è variabile in funzione della presenza di prole e della durata della convivenza.

Nel caso di convivenza inferiore ai due anni ed in assenza di figli, il partner superstite ha diritto di abitare nella casa familiare per un tempo di due anni.

Nel caso di convivenza superiore ai due anni ed in assenza di figli, il partner superstite ha diritto ad abitare nella casa familiare per un periodo pari alla durata della convivenza.

Nel caso di convivenza con figli minori o figli disabili, il partner superstite ha diritto di abitare nella casa familiare per un periodo di tre anni, estensibile fino a 5 anni nel caso in cui la convivenza abbia avuto una durata superiore a tre anni.

La norma non prevede nulla nel caso in cui la coppia convivente abbia figli maggiorenni non autosufficienti e nulla specifica, altresì, se i figli in questione debbano essere della coppia convivente o possano essere anche del solo superstite (come parrebbe essere l’interpretazione corretta dal tenore letterale della norma).

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