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Violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione/divorzi…

Violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione/divorzio: il nuovo art 570 bis c.p.!

Il Decreto n. 21/2018 ha introdotto il nuovo articolo 570 bis del codice penale che si occupa della “Violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio”. Il Legislatore, con tale norma, vuole tutelare i rapporti interpersonali intercorrenti all’interno del nucleo familiare – in particolare quelli che impongono ai genitori, ex-coniugi, i doveri di assistenza e di solidarietà – nonché gli obblighi al cosiddetto mantenimento o, nelle famiglie allargate, quelli legati all’obbligazione familiare.

Il nuovo articolo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 marzo 2018 sarà destinato ad entrare in vigore a partire dal prossimo 6 aprile 2018. Tale disposizione normativa rimedia a quelle difficoltà interpretative ed applicative dell’art. 570 del codice penale avute sino ad ora stabilendo che le pene previste dall’art. 570 c.p. si applicheranno anche al coniuge che si sottrae all’obbligo della corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto previsto dallo scioglimento, dalla cessazione degli effetti civili del matrimonio o dalla nullità del matrimonio ovvero ogni condotta che violi gli obblighi di natura economica in materia di separazione e di affidamento dei figli.

Ciò non toglie che il genitore o il coniuge onerato dell’obbligo contributivo non commette reato se il figlio/coniuge non versa in uno stato di bisogno o se dimostra la sua impossibilità di far fronte al pagamento del mantenimento del figlio. Ai fini della configurabilità della fattispecie penalmente rilevante devono concorrere, pertanto, sia la disponibilità di risorse sufficienti da parte dell’obbligato sia un effettivo stato al bisogno del soggetto passivo. L’impossibilità di far fronte alla corresponsione del contributo al mantenimento a favore del figlio/coniuge, si chiarisce, deve essere assoluta e deve integrare una situazione di persistente e incolpevole indisponibilità di introiti. Ad esempio, il genitore che dimostri – con opportuna documentazione – di non essere riuscito a reperire una attività lavorativa pur avendo sostenuto molteplici colloqui di lavoro con esito negativo ed essendo inserito nelle graduatorie delle liste di collocamento.

Bisogna, pertanto, dimostrare l’oggettiva impossibilità del genitore/coniuge di adempiere alla obbligazione contributiva, solo in questo modo il genitore/coniuge potrebbe verosimilmente provare la mancanza dell’elemento psicologico che integra la fattispecie di reato ex art. 570 c.p.; in quanto l’intenzione del soggetto obbligato era quella di reperire un lavoro al fine di far fronte all’obbligo di assistenza familiare.

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